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Stare. Con quello che c'è.

Non so se può tornarti utile, ma l'unica cosa che al momento riesco a fare è lasciare traccia del mio viaggio condividendo riflessioni e intenzioni in questo giorno di Luna nuova.

 

Avevamo tutti ben altri programmi.

Persino io, abituata a improvvisare più che pianificare, avevo scommesso in questa Primavera per partire coi progetti su cui lavoro da mesi, certa di poter finalmente iniziare a comporre il puzzle perfetto che avevo in testa, dove ormai non mancava più nessun pezzo. Peccato che non avevo messo in conto l'imprevedibile e nel giro di un paio di settimane il Covid-19 ha completamente stravolto ogni cosa, mandando quel puzzle in frantumi e costringendomi a raccogliere i primi timidi pezzi messi sul tavolo e a rimetterli nella scatola.

Ora c'è solo una nuova, assurda, difficile situazione da accettare e con cui fare i conti, ci sono emozioni invadenti e pressanti da accogliere e lasciar fluire, ci sono nuove priorità e responsabilità con cui è necessario trovare dei compromessi. Per parecchi giorni sono stata intrappolata e sospesa in un nodo di domande, paure, dubbi che cercavo di soffocare trattenendo il respiro e stampandomi in faccia un forzato sorriso, riempiendo il tempo a tutti i costi nel vano timore di sprecarlo, guardando al futuro con la fragile convinzione che tutto sarebbe presto tornato alla normalità di prima. Come ogni illusione, non è servito a farmi sentire meglio. Anzi, lo sforzo di apparire sempre forte, sicura, pronta a trasmettere a tutti messaggi positivi e ottimistici ha consumato molta della mia energia.

Il nodo ha iniziato a sciogliersi quando ho sentito che non avevo più nulla da dire, quando il bisogno di silenzio è tornato a bussare nel mio cuore e mi ha indicato l'unica strada praticabile per me: fermarmi e stare.

 

Stare con e nella mia realtà, con e nei miei limiti, con e nella mia tristezza, con e nei miei problemi, con e nelle mie delusioni, con e nelle mie incertezze. Stare ferma in questo temposenzatempo, che non accetta domande tanto quanto non concede risposte. Stare nella consapevolezza che non posso avere il controllo di nulla se non dei miei pensieri, e se voglio fare la mia parte e contribuire a migliorare le cose occorre che prima conceda spazio e risolva anche quelli più scomodi e pesanti che abitano in me, senza negarli o -peggio ancora- riversandoli negli altri. "Gli altri siamo noi" diceva una vecchia canzone, e ne sono convinta.

Mettiamo da parte la paura, la rabbia, l'egoismo. Non portano da nessuna parte.

Usiamo quel che rimane per amarci, perdonarci, rispettarci.

Credo che mai come adesso restare dentro (e non intendo solo tra le mura di casa) è un obbligo e chi non lo fa ci farà i conti, a suo tempo e a suo modo.

Buona fortuna, che le maschere stanno cadendo a effetto domino e ciascuno di noi oggi -che lo voglia o no- rivela esattamente lo stato di coscienza in cui è. Teniamoci forte, ci son sorprese per tutti.

 

In silenzio conto le preziose presenze. Le pesanti assenze. Le dolorose perdite. Osservo e basta.

Resta l'essenziale. Resta solo quel Me e Te, riflesso nel più intimo me con me stessa/o che meravigliosamente si (e ci) rivela. Lo prendo per mano e continuo a camminare.

Al buio della Luna nuova in Ariete di questo marzo 2020, formulo le mie intenzioni.

Mi ancoro alle poche ma solide abitudini che anche adesso mi regalano sorrisi e tranquillità, mi lascio incuriosire e accolgo l'inatteso e le piccole (ri)scoperte quotidiane, tengo vivi i sogni e i desideri rimanendo ancorata alla dura realtà, restituisco valore e importanza a questo tempo che non va sminuito solo perché non corrisponde a quello previsto.

Non ci riesco sempre, sia chiaro. E va bene così... sono un essere umano, non un supereroe. 

Ma tutte le volte che posso e ne ho la forza mi prendo cura di me e delle mie relazioni, con cui mi sostengo reciprocamente. Mi prendo cura dell'energia che mi appartiene e mi circonda, rifiutando e allontanando quella tossica. Mi prendo cura dei progetti che ho rivisto e deciso di portare avanti, per prepararmi al meglio alla ripartenza. Sto in questo scomodo qui e ora, sostenendo il vuoto senza sprofondarci dentro.

 

E' il solo consiglio che mi sento di dare, dovesse servire a Te o a qualcuno che passa di qui.

Stare. Con quello che c'è.

Nell'IO verso NOI.

 

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