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Notte di San Giovanni: il rituale dell'Acqua

Secondo antiche tradizioni e feste pagane, i giorni dal 21 al 24 giugno -quando il sole è al suo apice e imprime forza e vigore alla Natura e a tutte le sue creature- sono particolarmente carichi di forze mistiche e curative e per questo da secoli si celebrano riti propiziatori e purificatori. Pensiamo a Litha, la festa del Solstizio d'estate che celebra uno degli otto Sabbatts della Wicca e del Neopaganesimo e alla notte di San Giovanni della tradizione cristina, tra il 23 e il 24 giugno: da sempre questo è considerato un momento magico e anche tutte le varie usanze connesse al Battista hanno il fine ultimo di proteggere e auspicare cose buone per la natura che ci circonda.

Scrivo questo articolo perché al di là delle personali credenze, penso che i culti, le tradizioni, le usanze che hanno accompagnato e scandito la vita chi ci ha preceduto, rappresentino un patrimonio ricchissimo che bisogna impegnarsi a conservare perché ci aiuta a diventare più consapevoli di tanti aspetti legati al nostro sentire e a farci (ri)scoprire il profondo legame che ci lega alla Terra, essenziale per il benessere di ognuno di noi.

Il solstizio d’estate segna l’inizio della nuova bella stagione, la rinascita della natura arriva al culmine ma bisogna comunque prestare attenzione agli eventi sfortunati e incanalare le forze per proteggersi da siccità, forti temporali o malattie delle piante che rovinerebbero i raccolti. Per secoli si sono accesi per questo falò propiziatori che rappresentano il Sole e si è raccolta la rugiada, che simboleggia la Luna. In questa notte infatti “cadde la rugiada degli Dei“ capace di influenzare piante, erbe e fiori donando loro una particolare forza: la leggenda narra che il solstizio d’estate sia la porta attraverso la quale gli dei facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada.

Io trovo bellissimo pensare sia davvero la notte dove l’impossibile diventa possibile e accadono meraviglie; dove il mondo delle fate e della natura si intreccia e si incontra con il mondo umano; dove il Sole -simbolo del fuoco- si sposa con la Luna -simbolo dell’acqua- portando a tutto il creato energie benefiche.

 

 

 

 

Penso anche che aggiungere un pizzico di magia ad alcune giornate aiuti ad allentare la tensione che inevitabilmente nel tempo accumuliamo e sperimentare qualche piccolo e semplice rito, soprattutto se porta con sé antichi gesti fatti per augurarsi salute, prosperità e speranza non possa che regalare una sensazione di benessere già solo per il semplice atto di concederselo. E' per questo che oggi ti parlo dell'Acqua di San Giovanni, tradizione popolare tra le più antiche, conosciute e misteriose, che si prepara appunto per sfruttare la forza e la potenza di piante e fiori intrisi della rugiada degli Dei. "La guazza di San Giovanni guarisce tutti i malanni ” raccontava la leggenda popolare.

Quindi oggi, 23 giugno 2020, mettiamo in agenda una passeggiata il più possibile a contatto con la natura alla ricerca di erbe e fiori spontanei, incontaminati e profumati. 

 

Nella scelta dei fiori e delle erbe non esiste una regola fissa, anche perché qualsiasi pianta colta nella notte che i celti chiamavano Alban Hefinè è magicamente più efficace, ma 9 sono considerate le piante di Litha nella tradizione pagana e le erbe di San Giovanni in quella cristiana. 

Se ti interessa saperne di più e ami il loro simbolismo, allora -se non l'hai già fatto- iscrivendoti a Chloris, la newsletter di Incartesimi, e accedendo al Giardino delle Farfalle potrai trovare a breve uno specifico approfondimento che aggiungerò agli altri contenuti gratuiti preparati apposta per te.

Il mio consiglio in ogni caso è di lasciarsi ispirare dal proprio istinto naturale scegliendo tra le specie che si hanno a disposizione e realizzare una personale misticanza in base alle fioriture presenti nel proprio territorio.

In questo periodo generalmente puoi trovare iperico, artemisia, verbena, lavanda, malva, ginestra, ranuncolo, foglie di menta, basilico, rosmarino, chiodi di garofono, salvia, timo...

Vanno bene anche fiordalisi, papaveri, petali di rose o di camomilla e infine puoi aggiungerci aglio, finocchio selvatico, avena e foglie di felce.

Una raccomandazione importante è rispettare la natura durante la ricerca, non raccogliere quantità eccessive e non estirpare mai le piante alla radice.

A riguardo, altri preziosi consigli per una raccolta corretta li trovi qui

 

Una volta  scelte quelle a noi più accessibili (anche cogliendole dal nostro orto e giardino se abbiamo la fortuna di averli!), occorre metterle a bagno dopo il tramonto in una ciotola -meglio se non di plastica -piena d'acqua, lasciandole esposte all'esterno tutta la notte alla luce della Luna così che possano assorbire la rugiada e impregnarsi della sua energia.

La mattina del 24 la guazza di San Giovanni si sarà trasformata in un'acqua informata e caricata pronta per lavare mani e viso, per fare il bagnetto ai bambini, per l’ultimo risciacquo dei capelli... per rinnovare una cerimonia di purificazione e di bellessere che attraverso l’acqua, fonte di vita e simbolo di trasformazione, e la potenza energetica della Natura contenuta nei fiori e nelle piante utilizzati, permetterà ad ognuno di noi di sentirsi meglio.

In estate la Terra si apre all’Universo, come un fiore che sboccia, e in queste calde notti il verde lussureggiante che ci sostiene e la volta stellata che ci abbraccia appaiono in tutta la loro bellezza e vastità. Il mio caloroso invito è di cogliere questo momento e provare a compiere questo piccolo gesto mettendo da parte convinzioni e pregiudizi ed immergendosi in un atteggiamento di rispetto e fiducia.  Sono certa che domattina ti restituirà una profonda e profumata sensazione di purezza e rinascita.

Buona notte di San Giovanni, comunque deciderai di viverla...

 

 

 

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